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Dal dolore del lutto alla fiducia in sé: il percorso di Roberta

19 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 1 ora fa

Ho incontrato Roberta nel 2024 e ho riconosciuto subito molte similitudini tra le nostre storie: anche lei mamma aveva perso all'improvviso il suo compagno durante un incidente in montagna. Non aveva mai sentito parlare del metodo che utilizzo all'interno dei miei percorsi né ha voluto saperne troppo: si è fidata di un richiamo interiore, sentendo che era il momento giusto per lei.


Qual è stata la parte più difficile di questo lutto?


Era la Pasqua del 2023, avevamo trascorso una giornata di festa con tutta la sua famiglia e con il nostro piccolo Pietro, 2 anni. Il giorno dopo Lorenzo è partito per la Val d’Aosta per terminare, finalmente, il corso di Guida Alpina.

Erano giornate di brutto tempo e condizioni di neve non proprio ideali, ma non mi ero mai preoccupata che Lorenzo potesse avere un incidente in montagna.

Mi fidavo di lui e della sua esperienza nel campo.


Durante il terzo giorno di corso con un istruttore e altri due compagni si sono trovati in orario sconsigliato in cima ad un pendio e scendendo hanno staccato una valanga…

Lorenzo e i suoi due compagni sono morti. La parte più difficile è stata pensare di affrontare il lutto e intanto andare avanti e crescere un figlio da sola...


In che modo lavorare insieme ti ha aiutata ad elaborare questo lutto?


Marta è arrivata a distanza di 8 mesi dalla morte di Lorenzo: ciò che mi ha portato a lavorare con lei è stato sapere che aveva vissuto lo stesso identico dramma.

Poter condividere emozioni e racconti con una persona che aveva già attraversato il mio stesso dolore è stato fondamentale. Per me, l'appuntamento con Marta voleva dire: “ora puoi lasciare andare tutte le emozioni che senti”.


Inoltre, dal primo incontro, mi sono resa conto che il metodo che porta Marta davvero fa cambiare qualcosa dentro, senza che te ne renda conto. Lavorare sull'inconscio vuol dire lavorare su una parte di te che non conosci davvero… e pian piano si inizia a conoscerla.


In che modo sei cambiata attraverso questa esperienza? 


Posso dire innanzitutto di aver acquisito una sicurezza in me che prima non avevo.

Mi sono sempre sottovalutata e con il percorso fatto ho imparato a conoscermi e a darmi valore. Inoltre, condividendo con Marta credenze in comune, ho reso tali credenze ancora più forti, sostegno per la mia quotidianità. Poi, lasciare andare il dolore del lutto mi ha dato respiro…


Cosa diresti a qualcuno che sta vivendo una perdita importante?


Di farsi carico di tutto il dolore e la fatica che arrivano, di darsi il tempo (e intendo dedicarsi proprio dei momenti) per poter elaborare la perdita. Evitare di continuare ad andare avanti come se non fosse successo nulla, mettendo un coperchio sopra una pentola d’acqua che sta bollendo. Quindi trovare un “contenitore” nel quale poter riversare tutte le emozioni che arrivano, dove poter esprimere a parole quello che si sta attraversando.


Marta Lualdi_Elaborazione lutto

Roberta e il suo bambino

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