Sorrideva con il calore di un ragazzo felice di se stesso

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-FLIGHT DELAYED- 
Inizia così il mio “Cammino” verso la Patagonia: qualche ora di ritardo nel volo Milano-San Paolo comporta il cambio di tutti quelli successivi, con il mio arrivo a El Chaltèn il giorno seguente quello previsto.

Niente panico! A quanto pare l’Universo vuole che io inizi ogni mio grande viaggio di Venerdì 17. (dieci anni fa, agosto in quel caso, si trattava dell’Australia).

Insomma arrivo a El C. -> riabbraccio B -> doccia -> caffè -> boulder. Perfetto, vedo che dopo 5 settimane non è cambiato nulla 😉

Nel mio primo effettivo giorno a El C. si fa un bel 18km di trekking per riscaldarmi. Del Cerro Torre neanche l’ombra, solo un gran vento.

Il secondo giorno un’altra ventina di Km tra sole/ vento/ pioggia/ togli la sciarpa/ metti il berretto/ togli il piumino. Sono un po’ confusa. E della sagoma delle montagne ancora nulla…

“B ma sul serio qui ci venite a scalare o mi prendete in giro?”

Terzo giorno: relax grazie. Me ne sto qui col mio bel libro che questo vento davvero mi strapazza.

Il quarto giorno B tenta un po’ di training e mi convince a seguirlo: sali al Boulder/ metti le scarpette/ smagnesa le mani/ piove/ non mi piace allenarmi da solo/ togli le scarpette/ riscendi/ birra.

Il quinto giorno avviene la magia… Si apre il sipario: le montagne ci sono davvero! E sono belle grandi! Ecco perché ci hanno messo tanto a tirar su tutta la scenografia! Mi faccio spiegare per l’ennesina volta quali sono Torre/ Egger/ Herron/ Standhardt & co. Domandomi se le imparerò mai, mentre scatto polaroid fantasma (perché neanche nelle Pola restano impresse!!). Forse no, non le ricorderò tutte, ma perlomeno ho finalmente capito quale sia il Torre.  AMEN!!!

Insomma El C. mi regala una giornata da sogno: il vento si è placato/c’è il sole/fa caldo. Persino gli scaffali del supermercato sono stati riempiti!!! Proprio ora che inizio ad essere comprensiva con B, quando non ne vuole sapere di venire al mare con me…

Proprio ora dicevo, El Chaltèn si svela, come se in questi cinque giorni mi avesse messa alla prova prima di potersi fidare di me. E allora mi sorride, “con il calore di un ragazzo felice di se stesso.”

Mentre scrivo queste righe siamo sull’autobus che ci porta a El Calafate: 200Km di Pampa, un numero non ben identificato di pecore e un emu.

Ciao El C., ricorderò il tuo sole, la terra che mi sbattevi in faccia a ogni folata di vento, i tuoi gelati… 
E il tuo sorriso.

M.

Nel titolo cit. tratta dal libro Cercarsi dentro, Shirley MacLaine

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Comments(6)

  • Gianluca
    febbraio 24, 2017, 5:07 pm  Rispondi

    grande Loo, in bocca al lupo!

    • Marta Lualdi
      marzo 7, 2017, 7:36 pm

      😘

  • Lorenz
    marzo 6, 2017, 7:43 pm  Rispondi

    Wow! Bellissima esperienza Marta!
    Buon viaggio!
    Aspetto con curiosità i tuoi scatti!

    • Marta Lualdi
      marzo 7, 2017, 7:36 pm

      Grazie!! ❤ hai visto, qualcosa sono riuscita a combinare 😂

  • Lorenz
    marzo 15, 2017, 6:04 pm  Rispondi

    Sei una grande! 😉

  • Stefano
    aprile 28, 2017, 9:46 am  Rispondi

    Sono incappato accidentalmente in questo tuo Blog, complimenti Marta!! Vedo grandi progressi nella fotografia e nello spirito di avventura.
    Questa finestra di esperienze, condivisioni ed emozioni che hai creato è molto bella.
    In merito all’accoglienza iniziale che ti ha riservato El C. ti voglio ricordare la “stessa” accoglienza dura che ti aveva riservato anche Syd.
    Good Luck! con affetto. Ste

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